Insediamenti cavallereschi in Puglia

 
Insediamenti cavallereschi in Puglia
Autore: Paolo Lopane
Collana: Entropie 68
Categoria: Saggistica/storia
Pagine: 147
ISBN:978-88-497-1010-6
€ 16,00


Innervata dalle antiche strade romane e dotata di grandi porti che costituivano il naturale punto d’imbarco per le rotte commerciali levantine e per il passagium in Terrasanta, la Puglia era letteralmente avvinta dalla rete delle fondazioni cavalleresche. Edificate all’interno delle mura cittadine o ubicate extra moenia – nella forma, perlopiù, della grangia, il tipico insediamento rurale degli Ordini religiosi –, le loro precettorie erano solitamente dotate di cappelle, armerie, magazzini, foresterie e quant’altro servisse all’adempimento dei propri còmpiti di polizia viaria e di presidio dei Luoghi Santi. Per secoli, il mantello crociato dei monaci-soldati si dispiegò protettivo sul mondo in marcia dei “viandanti di Dio”, sui basolati delle strade romane, sui verdeggianti solchi delle antiche lame, ovunque scorresse la fiumana di uomini che nell’esperienza del pellegrinaggio, nel graduale conseguimento delle sue tappe, nelle sue emozionanti scoperte e nelle sue inevitabili prove, sofferenze e sacrifici, avvertivano oscuramente la parabola stessa dell’esistenza, del lungo e tormentato cammino verso il centro di se stessi. Non furono, però, solo uomini e merci a transitare in quei secoli sulle antiche strade di Puglia. Terra di frontiera o, piuttosto, ponte sospeso fra Oriente ed Occidente, le sue lastricate vie si fecero veicolo di scambi e sincretismi culturali le cui mirabili tracce, scolpite nella pietra, continuano a sfidare i secoli e le incurie della memoria.

 

Paolo Lopane è nato e insegna a Bari. Membro della Società di Storia Patria per la Puglia e dell’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi dell’Università degli Studi di Bari, ha pubblicato nel 2001 un documentato saggio sul catarismo occitano, Il risveglio della gnosi nella Francia albigese (Besa Editrice), cui ha fatto séguito nel 2004 un lavoro sull’Ordine dei Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone: I Templari. Storia e leggenda (Besa Editrice). Nello stesso anno ha contribuito con uno studio sugli insediamenti cavallereschi nel Meridione d’Italia («La presenza templare nella Valle dell’Ofanto») alla stesura del volume Ofanto, a cura di A. Ruggiero. Nel 2011 ha pubblicato un secondo saggio sull’eresia cataro-albigese: I Catari. Dai roghi di Colonia all’eccidio di Montségur (Besa Editrice), ove mette in luce le implicazioni sociali del fenomeno ereticale. Nel 2012 ha pubblicato un saggio miscellaneo a sua curatela sul poeta armeno Hrand Nazariantz: Hrand Nazariantz, Fedele d’Amore (F.A.l. Vision Editore), vincitore della XXIX edizione (2013, sez. XIV) del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”, indetto dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e dalla rivista letteraria internazionale “Nuove Lettere”. Collabora con riviste specializzate.

 

 

 






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