Le passeggiate del sognatore solitario

 
Le passeggiate del sognatore solitario
Autore: Almeida Faria
Collana: Cosmografie 17
Categoria: letteratura straniera / letteratura lusitana
Pagine: 88
ISBN 88-497-0317-1
€ 10,00


Cosa ci fa un sedicente figlio di Jean-Jacques Rousseau nella metropolitana di New York? Chi è il raffinato collezionista d’arte che, come il corvo di Edgar A. Poe, appare e scompare di notte in un antico palazzo nobiliare? Ed è possibile immaginare che Oscar Wilde, ormai distrutto dal carcere e dallo scandalo dei benpensanti, abbia incontrato il romanziere Eça de Queirós, suo anonimo ammiratore, presso il Consolato portoghese di Parigi poco prima che entrambi, all’alba del nuovo secolo, morissero?
Il fantastico non sarebbe tale se non fosse anche, a suo modo, verosimile. Ed è su questa sottile linea di demarcazione che Almeida Faria dipana la sua scrittura leggera, a tratti ironica, più spesso malinconica. Queste «passeggiate» sono tre «pezzi» di letteratura di difficile catalogazione: i due racconti più onirici sono come dei dialoghi narrati in prima persona; l’ultimo, sotto le mentite spoglie di un copione teatrale, nasconde una leopardiana operetta morale, sorta di dialogo mancato che la storia della letteratura non registra ma suggerisce. Tre storie accomunate da una straordinaria capacità visionaria. Tre passi nel delirio e ritorno.

Nato nel sud del Portogallo, a Montemor-o-Novo, nel 1943, Almeida Faira si è imposto sin da giovanissimo come uno degli autori di punta della letteratura portoghese degli anni ’60 e ’70. Un posto centrale nella sua opera lo occupa la stesura della Tetralogia Lusitana (pubblicata fra il 1965 e il 1983), preceduta dallo sperimentale Rumore bianco (1962) e seguita, oltre che da esperienze teatrali e traduzioni, dal più recente Il Conquistatore (1990; Besa 2004).







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