Le radici della materia

 
Le radici della materia
Autore: Giovanni Bonavia
Collana: Nadir 58
Categoria: Letteratura italiana
Pagine: 452
ISBN: 978-88-497-1030-4
Data di pubblicazione:giugno 2016
€ 35,00


Il cofanetto contiene i due volumi La materia del vivere e Frammenti della materia amorosa

 

La materia del vivere

La materia del vivere narra un interminabile ritorno.
Nell’Antico Testamento l’uomo contaminato torna a vicende pregresse, torbide o malintese; rivede e comprende l’accaduto: si monda così dalla lordura. È la via maestra per il pentimento e la riconciliazione col Dio bizzoso, dagli empiti amorosi imprevedibili.
Tornato per l’Islam è il convertito, chi affluisce nella Umma dei credenti, nell’abbraccio di Dio tracimante clemenza.
Inarrivabile ormai è il ritorno additato dalla Grecità più lucente. Sapiente è chi risale alla visione di Perfezione, somma Bontà e Beltà, di Vero Assoluto: Forme Divine cui confusamente agogniamo nella immemore vita incarnata. Per discendere nella vita infatti l’anima deve varcare il fiume di Lete, Oblio, e berne; è poi inchiodata ad una esistenza d’implacabile nostalgia. Le maliose forme materiali incatenano. Il filosofo le riconosce invece quali ipostasi della Perfezione Assoluta cui tornare da questa landa di dimenticanza. Verità è a-létheia, assenza di oblio.
L’io narrante de La materia ha vagabondato, nostalgico e senza centro, monco di porti d’approdo, bramoso di pienezza ma capace di trovarne solo stinti succedanei. È tornato al pozzo della sua acqua prima. Se ne è dissetato. Senza quell’acqua ogni altra gli è preclusa.  


Frammenti della materia amorosa

Il tombale silenzio dei 23 lettori Allobrogi quanto me e le proteste neppur abbastanza vibrate dei miei 12 lettori d’altre italiche tribù mi inducono a corredare la narrazione con questo sussidio che, nell’intento iniziale, nacque minuscolo e fermamente intenzionato a rimanere tale. Il secchio, però, cadeva nel pozzo d’un mondo perduto e ne riportava spezzoni, frustuli, coaguli, sussurri cui dovetti dar voce prima che si trasformassero in Erinni cruente, pronte a divorarmi il Fato. A distanza di anni dalla stesura de La materia questo sussidio mi pare eticamente indispensabile. E, a ben riflettere, anche ai Frammenti è indispensabile La materia. […] Il sussidio giova quindi per inquietare minimamente il transito degli Allobrogi e minimamente alleviare quello degli altri Itali lettori.

 

Giovanni Bonavia è nato a Racconigi (Cn); uno degli ultimi a farlo: oggi si nasce per forza in ospedale a Savigliano. Per un caso che gli pare sempre più una necessità l’aspro piacere di vivere se l’è pagato traslocando parole: da 35 anni è interprete presso le Istituzioni Europee. È autore teatrale e di narrativa, saggista e biografo, traduttore di letteratura portoghese e neoellenica.
La forma poetica lo acceca troppo e non può praticarla. La corsa interminabile invece gli aguzza la vista: la Maratona è la sua tossicodipendenza irreversibile.

 

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