Conflitto culturale e crimine

 
Conflitto culturale e crimine
Autore: Thorsten Sellin
Collana: Riflessi 61
Categoria: Saggistica/sociologia
Pagine: 140
ISBN: 978-88-6280-207-9
Data di pubblicazione: marzo 2017
€ 16,00


Tradotto per la prima volta in Italia, Conflitto culturale e crimine è un classico negli studi di ambito sociologico, criminologico e antropologico, oltre a configurarsi come un’opera di straordinaria attualità nel contesto della società multiculturale in cui viviamo.
Thorsten Sellin elabora in quest’opera un modello interpretativo nato per spiegare il coinvolgimento di alcuni immigrati dell’America della prima metà del XIX secolo in attività criminali, postulando che la deriva verso la criminalità sia dovuta al conflitto tra i valori portati dagli immigrati – valori radicati nei loro paesi d’origine – e quelli propri invece del paese di accoglienza.
La teoria del conflitto culturale è stata di recente al centro delle discussioni intorno ai cosiddetti “reati culturalmente motivati”, definizione con cui si intendono quei comportamenti che, messi in atto da soggetti appartenenti a un gruppo culturale di minoranza, sono considerati reati dall’ordinamento giuridico del gruppo culturale di maggioranza, mentre all’interno del gruppo cui il soggetto appartiene sono accettati come comportamenti normali, o addirittura vengono incoraggiati o imposti. Tutto ciò apre una domanda che rappresenta una delle più importanti e difficili sfide con cui l’attuale società globalizzata deve confrontarsi: comportamenti considerati devianti dal nostro sistema culturale vanno condannati o, piuttosto, per giudicarli occorre collocarli nel sistema culturale cui appartengono? In altri termini, come ci si confronta con le diversità culturali di cui sono portatori gli immigrati e gli stranieri, nel momento in cui queste diversità sono in aperto contrasto con il nostro modello culturale e con la nostra idea di legalità e di società civile?

 

Thorsten Sellin (1896-1994), sociologo americano di origine svedese, è stato attivo soprattutto nel campo della sociologia della devianza e della criminologia, segnalandosi per il suo lavoro al servizio dell’FBI e, in particolare, per la ricerca accademica, nel cui ambito ha proposto importanti innovazioni di natura sia statistica che teorica. Il suo modello più noto è quello del conflitto culturale, esposto proprio nel volume Conflitto culturale e crimine.

 







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